Iori, oggi e domani?


Ho voluto, ovviamente, giocare con il titolo di una nota trasmissione televisiva di qualche anno fa, “Ieri, oggi e domani”, dove si potevano rivedere vecchi filmati di noti personaggi presenti in studio. Un titolo che cade a pennello, giocando con il cognome “Iori” che diventa “Ieri”, ovvero ritorno al passato, “oggi”, perché Iori è ritornato a sedere sulla panchina rossoblù, dopo l’esonero del 4 gennaio, conseguente la sconfitta di Biella contro al Juventus Next Gen (1-0) e l’avvicendamento con Massimo Pavanel che non ha portato i risultati sperati, e “domani” con il punto di domanda per capire cosa riserva il futuro a questa Casertana con Manuel Iori in panchina quando mancano solo sette partite al termine di un campionato davvero da incubo e da dimenticare. Iori ha dichiarato di essere tornato volentieri a Caserta, con lo spirito giusto di chi quando assume un impegno difficilmente riesce a non portarlo a termine. E pensare che quando ha ricevuto la telefonata dal ds Carlo Taldo, mercoledì sera, dopo la disfatta di Altamura, stava festeggiando con la moglie e il figlio il suo 43° compleanno (a proposito, ancora auguri mister!), non ha esitato un attimo a lasciare il bicchiere di bollicine, mettersi in auto e raggiungere Caserta, dove giovedì pomeriggio ha diretto il suo “primo” allenamento, post ritorno. Rispetto alla Casertana che ha lasciato Iori ha trovato dei “volti nuovi” (magari li avesse avuti nella prima parte del campionato, ndr) con i quali ora inizia la fase finale di questo campionato. “Abbiamo 7 finali – ha dichiarato Iori – devono essere 7 guerre, la prima l’affrontiamo domani sera con il Sorrento. Sono poche cose da dire – ha aggiunto –
una guerra dietro l’altra, questo è quello che chiedo ai ragazzi”.
La speranza di tutti è che i giocatori, i ragazzi, siano davvero consapevoli che non è più concesso sbagliare, devono assumere in campo il giusto atteggiamento senza lasciare nulla di intentato. “Dobbiamo uscire dal campo avendo dato tutto – è ancora Iori che parla – senza atteggiamento non si va da nessuna parte. Ho bisogno di una squadra di ragazzi che anche se sono in difficoltà devono lottare, dobbiamo lasciare tutto su quel campo ed uscirne con
la maglietta bagnata di sudore. Questo è il punto – ha aggiunto – non ci sono altre vie di mezzo. Possiamo parlare di tattica, di tecnica, di tutto, alla base c’è che chi va in campo deve dare il massimo, hannà jettà ò sangue. Ragazzi scusate
– ha aggiunto – ma sono stato lontano due mesi e qualche giorno, quindi ho disimparato il vostro dialetto”. Dal punto di vista umano, ma anche professionale, non deve essere semplice per un allenatore esonerato tornare sul “luogo del delitto”, in questo accomuno anche lo stato d’animo che può avere oggi Massimo Pavanel, ma cosa si provare in questi momenti? “Sono i rischi del mestiere che facciamo – ha osservato mister Iori – dobbiamo essere pronti anche a questo, non ho senso di rivalsa, ho solo in testa un obiettivo, sono venuto con quell’idea e sono molto deciso a portarla a termine. Dobbiamo salvarci, il passato è passato, ho 7 partite a disposizione per provare a raggiungere questo obiettivo, quindi,
ripeto, non ho senso di rivalsa. I presidenti, i direttori fan
no delle scelte nel cercare sempre il meglio. Pensate che nei tre gironi della serie C c’è il 73% di esoneri. Sai che inizi e sai che puoi non finire. è così, ci sta, è il calcio”.
Nel dare il bentornato a Manuel Iori, personalmente mi sento anch’io carico dal discorso che ha fatto sperando, lo ripeto ancora, che i giocatori, i ragazzi, lo abbiano assimilato bene e che in campo davvero diano tutto, il massimo delle loro potenzialità, peggio di così davvero non si può, devono solo migliorare e i margini per farlo ci sono, eccome…io la vedo così!


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